il laboratorio di creazione pubblica

Patrocinio e collaborazione di
Istituto piemontese per la storia della Resistenza e della società contemporanea ‘Giorgio Agosti’ – ISTORETO
e
Unione culturale Franco Antonicelli
Realizza
Associazione culturale Compagnia Marco Gobetti
con Vintulera Teatro

RACCONTARE LA REPUBBLICA
Storia italiana dal 1945 a oggi
laboratorio storico-teatrale di creazione pubblica per cittadini

ideazione di
Leonardo Casalino, Marco Gobetti
che conducono insieme a
Paola Tortora

Ogni giovedì, dall’11 febbraio al 28 aprile avviene la fase laboratoriale preparatoria, in luogo chiuso ma aperto al pubblico, il Garage Vian (Via Castelnuovo, Torino).

Gli appuntamenti successivi avvengono il 5 maggio, su strada, di fronte alla Libreria La Bussola (Via Po 9, Torino); il 12 maggio, su strada, di fronte alla Libreria La Bussola (Via Po 9, Torino); il 19 maggio si ritorna in luogo chiuso, nella sede delle Edizioni SEB27 (Via Accademia Albertina – Torino); il 26 maggio, su strada, nel Parco Lungo Po Antonelli (Ingresso dal P.te Regina Margherita – Torino); il 2 giugno, su strada, in Piazza Gozzano – Torino .
Il 6 giugno  ha luogo la restituzione pubblica finale in Piazza Carignano.

“RACCONTARE LA REPUBBLICA. Storia italiana dal 1945 a oggi” è un laboratorio storico-teatrale di creazione pubblica che ha come obiettivo quello di coinvolgere un gruppo di cittadini selezionati per attitudini e interesse in un percorso di lavoro e confronto, a cavallo tra teatro e storia italiana, su un arco temporale che va dal 1945 a oggi. Il laboratorio si serve, come strumento, del testo “RACCONTARE LA REPUBBLICA. Storia italiana dal 1945 a oggi: sette testi da interpretare a voce” che viene attraversato criticamente, rielaborato e interpretato da un gruppo di cittadini coordinati da uno storico, da un attore (gli autori del volume, Leonardo Casalino e Marco Gobetti) e un’attrice, Paola Tortora (VintuleraTeatro). L’iniziativa si articola su due moduli a intreccio: il primo dedicato alla drammaturgia e alla storia, il secondo alla recitazione.
Il laboratorio è dedicato a un gruppo di cittadini (Giuseppe Aramu, Carla Bergero, Laura Bonanate, Enrico Bricarello, Marco Brotto, Giulia Cecchin, Roberta Isastia, Alessandro Mancuso, Yuri Negri, Marina Pastore, Franca Treccarichi) ed è articolato in una serie di incontri, da 3 ore ciascuno, a cadenza settimanale (da intensificarsi, se necessario, nella fase finale di allestimento e rappresentazione) e distribuiti nell’arco di quattro mesi.
Il gruppo partecipante si è formato tramite una serie di incontri conoscitivi con gli aspiranti presso la sede dell’Unione culturale Franco Antonicelli, nei giorni 14 e 15 gennaio 2016; artisti e studiosi appartenenti a diversi promotori culturali (Ass. cult. Compagnia Marco Gobetti, Vintulera Teatro, Oltreilponte TeatroISTORETO, Unione culturale Franco Antonicelli) hanno condotto gli incontri, per poi definire la formazione del gruppo.
Ha luogo il giovedì dalle h 20.00 alle h 23.00; primo incontro giovedì 11 febbraio 2016.

“RACCONTARE LA REPUBBLICA Storia italiana dal 1945 a oggi – laboratorio storico-teatrale di creazione pubblica” intende far scoprire ai cittadini la possibilità di utilizzo e applicazione pratica di una memoria storica apparentemente lontana, con lo scopo di renderla fonte di una lucida conoscenza del presente.
Utile in questo senso la scelta di un pre-testo ispirato da una visione storica che utilizza la “storia piccola” per raccontare quella grande e da una poetica drammaturgica e teatrale che valorizza la comprensione, la creatività e la re-invenzione: un laboratorio “spettacolare” che – civile innanzitutto per l’azione, per modalità e ricerca dell’incontro con il pubblico – proietti nella compartecipazione fra i cittadini una possibilità viva e reale di produzione culturale.

Struttura verticale del lavoro

11049504_10156155128985327_6049668092485156827_nUn gruppo di cittadini lavora sul testo “RACCONTARE LA REPUBBLICA | Storia italiana dal 1945 a oggi: sette testi da interpretare a voce” di Leonardo Casalino e Marco Gobetti.
I partecipanti, coordinati dall’attore e dallo storico autori del libro e da Paola Tortora (VintuleraTeatro), rielaborando o prendendo spunto dal testo, scrivono i loro copioni (dialoghi, monologhi e narrazioni), per recitarli in corso d’opera di fronte agli altri partecipanti; le recite avvengono in situazioni tali da privilegiare l’aspetto dell’incontro reale con il pubblico: a tale scopo ad esempio, si utilizzano condizioni di luce pre-esistenti (e comunque tali da garantire l’incrocio di sguardi fra attori e spettatori) e l’utilizzo dinamico e partecipabile di tutto lo spazio.
L’intervento dello storico è volto, tramite pubbliche lezioni (dedicate agli studenti partecipanti ai laboratori, ma anche alla cittadinanza che vuole intervenire), ad approfondire – con uno sguardo analogicamente proiettato alla contemporaneità – temi e periodi specifici della storia della Repubblica.
Periodicamente i partecipanti, fattisi “bande di cittadini”, sperimentano – sotto la guida degli artisti conduttori – la restituzione pubblica del loro lavoro in corso, in luoghi di aggregazione della città, quali le piazze, le librerie; oltre che nella sede che ospita il progetto e in luoghi storicamente significativi della Città.

La restituzione pubblica finale, intorno al 2 giugno 2016, prevede la realizzazione di più micro spettacoli ispirati al testo “RACCONTARE LA REPUBBLICA | Storia italiana dal 1945 a oggi: sette testi da interpretare a voce”; tali spettacoli, interpretati da cittadini singoli o “in banda”, andranno a costituire un unico corpus in vista della restituzione finale in una piazza di Torino.

Struttura orizzontale del lavoro
Nel modulo laboratoriale di storia e drammaturgia i conduttori guidano innanzitutto i cittadini partecipanti partecipanti al confronto e alla ricerca degli stimoli reciproci derivanti dalla lettura di “RACCONTARE LA REPUBBLICA | Storia italiana dal 1945 a oggi”. Lo scopo è quello di favorire la rielaborazione, la personalizzazione del testo e l’invenzione: anche tramite la sperimentazione di tecniche drammaturgiche particolarmente legate all’attorialità, quali ad esempio il racconto a soggetto per sintesi e ritorno.
La formazione storica, tramite le lezioni dello storico, dà ai partecipanti gli strumenti per scoprire e valorizzare drammaturgicamente personaggi, pensieri ed eventi suggeriti dai sette capitoli del testo “RACCONTARE LA REPUBBLICA | Storia italiana dal 1945 a oggi” e dalle cronologie che li accompagnano. Qui di seguito la scansione del volume, tesa a fare emergere la storia della Repubblica Italiana tramite le vicende di un nucleo familiare che attraversano gli ultimi settant’anni:
La costruzione (1945-1953)
La trasformazione ( 1954-1967)
La tensione (1968-1973
La crisi (1973-1984)
L’esplosione (1985-1993)
La transizione infinita (1994-2008)
Il volo (2009-2014)

Nel modulo laboratoriale di recitazione i partecipanti ricercano e sperimentano un arricchimento insieme civico, artistico ed espressivo: scoprono strumenti utili ad acquisire consapevolezza del proprio fare, tramite una partecipazione responsabile e creativa al lavoro comune.
I cittadini sono guidati dagli artisti in un percorso di esperienza dei vari livelli e mezzi di comunicazione teatrale: linguaggio del corpo, postura, mimica e gestualità, conoscenza delle relazioni spaziali e delle dinamiche di gruppo, respirazione diaframmatica, uso della voce, dizione, creazione, interpretazione, vocazione, cultura, tecniche di improvvisazione, azione e reazione, ritmo, canto etc. Volendo sintetizzare, si applicheranno modalità didattiche maieutiche, tese a fare leva – per valorizzarli – sugli strumenti personali di ciascun partecipante: cultura, corpo, voce, sensibilità. Particolare attenzione sarà prestata a principi quali la trasformazione degli ostacoli in opportunità e la ricerca mirata della provvisorietà e dell’avventura (anche tramite fasi di prova e creazione pubblica), per generare intelligenti disordini.
Il testo scritto affronta in questo modulo il vero banco di prova: la scena.

La realizzazione

L’Associazione culturale Compagnia Marco Gobetti, in collaborazione con VintuleraTeatro, cura lo sviluppo teatrale del progetto e, con lo storico Leonardo Casalino, la realizzazione delle lezioni di approfondimento storico, sulla scia di una modalità d’azione che affonda le sue radici soprattutto in laboratori e progetti teatrali quali Verranno giorni che non basterà guardare – stage per attori di creazione pubblica, Lezioni recitate, Il pensiero politico: letture integrali in vetrina, 1863-1992 DI GIOVANNI IN OLTRE | Storia d’Italia e di persone da Giovanni Corrao a Giovanni Falcone, La tragedia della libertà – un progetto per le nostre scuole; tutti tesi a sviluppare spettacolarità basate sull’accettazione del “rischio di fallire creando pubblicamente”;

Le basi (dall’introduzione del volume strumento del laboratorio)

Dal 20 al 22 marzo 2014 a Grenoble tredici persone parteciparono alla sessione sperimentale di un «laboratorio storico-teatrale per attori di creazione pubblica». Erano Triscia Biagiotti, Francesco Bonelli, Lavinia Cecora, Delphine Chiocci, Anna Cosma, Cristina De Girolamo, Lucrezia Filippini, Marco Gavioli, Andrea Ghirarduzzi, Francesca Larici, Marco Maffioletti, Giovanni Selmo, Viola Venturini: tutti, in modi diversi (studenti, dottorandi, ricercatori), gravitavano intorno all’ambiente dell’Université Stendhal-Grenoble 3. Oltre che in uno spazio dell’università stessa (sala Cartier), il laboratorio si svolse nel locale di un’associazione teatrale del centro città (Troisième Bureau) e presso il COMAMICI – Comité Dante Alighieri de Grenoble.
A condurre quell’esperimento erano un docente di storia e un attore: noi due, gli autori di questo volume, per la nascita del quale sono stati fondamentali proprio l’incontro e la sperimentazione con quelle tredici persone.

Leonardo: Insegno agli studenti universitari francesi la Storia italiana dell’Ottocento e del Novecento, attraverso costanti rimandi alle storie piccole, quelle storie che permettono di far meglio comprendere i grandi eventi, rendendoli più facilmente analizzabili a chi li studia, ne legge o li ascolta. La storia piccola, della gente comune e della cronaca nascosta, è una finestra preziosa attraverso la quale fare passare la memoria eliminandone i rischi di immobilismo. Costruisco, dunque, per ogni lezione, rinnovandola continuamente, una sua sceneggiatura: dove grandi processi storici e fatti di vita quotidiana s’intrecciano con parole chiave, che hanno avuto nella storia significati opposti – si pensi alla parola “nazione”- e che quindi bisogna utilizzare con precisione e rigore, imparando sempre a distinguere e a pensare le differenze.
Questo rapporto tra piccola e grande storia è risolto nel libro soprattutto attraverso le vicende di un nucleo familiare, che attraversano i 70 anni della Repubblica italiana. Il lettore attento noterà che ciascuno dei nostri personaggi, i quali non ricoprono incarichi pubblici rilevanti, sono accomunati dalla loro capacità di fare scelte importanti e talvolta repentine che cambiano il verso della loro vita. Alle origini della nostra Repubblica vi è un biennio, quello del 1943-1945, dove la scelta del campo in cui stare ha rappresentato l’elemento decisivo, sia per moltissimi destini individuali sia per gli esiti della storia italiana. Cosa ha significato scegliere dopo il 1943 e cosa significa scegliere, oggi, in un contesto totalmente mutato? È il quesito che mi sono sentito spesso porre da molti ragazzi e ragazze che hanno frequentato i miei corsi di storia contemporanea negli ultimi dieci anni. Di frontre a questa domanda cerco di spiegare che ciascuna generazione è chiamata a fare le sue scelte, anche in momenti meno drammatici del post 8 settembre 1943 e che l’importante è farsi trovare pronti a reagire quando la storia – in modi e forme diverse – con le sue emergenze improvvise ci passa accanto e sconvolge la nostra vita quotidiana. Per potere avere questa reazione, la conoscenza del passato è fondamentale. Per questo occorre incontrare persone che, come i protagonisti di questo nostro volume, siano capaci di trasmettere attraverso il racconto le vicende che hanno segnato la loro vita e che li hanno portati a compiere scelte decisive.

Marco: Provo a fare teatro mirando a valorizzarne l’aspetto che ci è costantemente più contemporaneo: quello dell’incontro. L’incontro reale con il pubblico, che ogni volta è diverso; un incontro che, se non è soltanto atteso ma cercato, anche in luoghi inconsueti, offre al pubblico stesso e agli artisti preziose occasioni di avventura, restituendo al teatro la sua natura artigianale. Lo stesso principio adotto quando mi occupo di formazione nel campo della recitazione. In forza di tale principio, qui al servizio di un approccio maieutico, chiedo agli attori di accettare il rischio di fallire creando pubblicamente: un modo per trarre stimoli immaginifici e persino insegnamenti tecnici dalle reazioni del pubblico. Così anni fa nacque il mio primo «stage per attori di creazione pubblica». Dovendo descrivere ciò che tentavamo di fare, scrissi allora, nella scheda del laboratorio, di essere convinto che contino le azioni. E che solo se un’azione nasce da un’urgenza può sortire un effetto. Che preparare un’azione non significa prevedere ciò che faremo, bensì abbandonarsi a ciò che ci accadrà, per tentare di fare accadere qualcosa. Che ci si può allenare all’abbandono. Che occorre avere il coraggio di confondersi, di sperimentare avventura. Che un teatro possibile è quello di cittadini fra cittadini. Che proprio la creazione deve nutrirsi di provvisorietà. (…) Gli artisti si possono fare artigiani di incontri. L’incontro è tanto più vero quanto più la sua provvisorietà è condivisa con il pubblico: si può provare a fare un teatro che nasca proprio dagli incontri, anziché pretendersi compiuto per affrontare incontri. Si può sperimentare un teatro che abbia il coraggio di mostrarsi “brutto”, perché sta tentando di avvenire. Si può, non “si deve”. La certezza di essere nel giusto è la nemica peggiore dell’avventura. Un teatro fatto con i gesti e con le parole incerte di chi abita uno spazio a lui nuovo, ma non trovandosi solo ha bisogno di cercare mezzi utili a comunicare. Un teatro che ha come primo scopo quello di cercare un pubblico per tentare di accadere, divenendo. Pensieri questi che, applicati a un raccontare la storia secondo la visione appena descritta da Leonardo, hanno contribuito a dare vita a questo progetto, a partire dall’esperienza del «laboratorio storico-teatrale per attori di creazione pubblica» di Grenoble.

Questo volume nasce sull’onda di quell’esperienza e vuole assolvere a più funzioni. È certamente un libro da leggere per sé, silenziosamente e in privato; ma è pure un libro che può essere letto pubblicamente, sotto forma di «lettura ad alta voce» o di «lettura teatrale» – per usare un distinguo di Gian Renzo Morteo -, avendo noi cercato – ci auguriamo con successo – di proporre una scrittura adatta all’interpretazione orale. In questo senso i sette testi possono diventare mezzo per esercitare un’oralità ancora più ampia: un racconto fatto proprio tramite memoria, improvvisazione, reinvenzioni, contaminazioni, allargamenti o sintesi di quanto noi abbiamo scritto. Un racconto da fare ad altri: proprio in questa direzione, a chi lo vorrà, sarà proposto un laboratorio storico-teatrale per attori di creazione pubblica, a puntate, ciascuna legata, sotto forma di stage, a uno dei sette capitoli di questo volume.

Ideatori e coordinatori

PAOLA TORTORA – Biografia

LEONARDO CASALINO – Storico, insegna Storia e cultura italiana all’Università Stendhal-Grenoble 3 di Grenoble. Si è laureato e ha conseguito un Dottorato in Storia Contemporanea all’Università di Torino. Ha pubblicato “Influire in un mondo ostile. Biografia politica di Franco Venturi”, Aosta, Stylos, 2006; con A. Giacone, “Manuale di storia politica dell’Italia repubblicana (dal 1946 ad oggi)”, Parigi, Chemin de tr@verse, 2011; con B. Aiosa-Poirier, “Les années quatre-vingt et le cas italien”, Grenoble, Ellug, 2012; “Lezioni recitabili. Vittorio Foa, Leone Ginzburg, Emilio Lussu, Giaime e Luigi Pintor, Camilla Ravera, Umberto Terracini: ritratti da dirsi”, a cura di G. Cavaglià e M. Gobetti, Torino, SEB 27, 2012; “Scomporre la realtà – Lo sguardo inquieto di Leonardo Sciascia sull’Italia degli anni Settanta e Ottanta”, edizioni Tracce, Pescara, 2013; con Marco Gobetti “Raccontare la Repubblica – Storia italiana dal 1945 a oggi: sette testi da interpretare a voce”, Torino, SEB 27, 2014. Con Ugo Perolino “L’autonomia responsabile Note su politica e cultura da Nicola Chiaromonte a Bruno Trentin”, edizioni Tracce, Pescara, 2015.

MARCO GOBETTI – Drammaturgo, attore e regista attivo dagli anni ‘90, coniuga da sempre l’attività di prosa nei teatri a quella su strada. A partire dal 2000 inventa il Teatro Stabile di Strada®, con cui tenta di contaminare il sistema teatrale, e fonda la Compagnia Marco Gobetti.
Fra i suoi testi e spettacoli: “Voglio un pappagallo – Matthew Smith: il p(r)ezzo della vita di un uomo”, “In-Ec-Cesso – Una bomba per cintura”, “La memoria non è mai cimitero – I meccanismi della Shoah nella storia dell’uomo”, “Cristo muore in fabbrica: è solo un altro incidente”, “L’anciové sota sal”, “Bestiame etimologico”, “1863-1992 | Di Giovanni in oltre – Storia d’Italia e di persone da Giovanni Corrao a Giovanni Falcone”, “La tragedia della libertà”, “Un carnevale per Sole e Baleno” (premio NdN 2014), “Gli epigoni”; con Delfina Arcostanzo “Lo stagno”, con Leonardo Casalino “Raccontare la Repubblica – Storia italiana dal 1945 a oggi: sette testi da interpretare a voce”, con Beppe Turletti “Tempesta 1944-45 – Nino racconta la Resistenza di Mario Costa”.
Fra i progetti: “I Santi sulla strada”, “Dove sono nato non lo so – Una settimana di lettura accampata tra i filari in occasione del centesimo anniversario della nascita di Cesare Pavese”, “La vera storia di Hilario Halubras”, “Metamorfosi su strada – Lugano, 3 settembre 2011”, “Lezioni recitate”, “Il comico e la vita – Da un saggio del filosofo Carlo Sini nasce una creazione pubblica”, “Il pensiero politico: letture integrali in vetrina – Prima e seconda puntata: La conquista del pane di Pëtr Alekseevič Kropotkin e Compendio del Capitale di Carlo Cafiero”. Nel 2012 avvia lo stage per attori di creazione pubblica “Verranno giorni che non basterà guardare”. Nel 2013 inaugura Azionate Empatie Urbane®.
Nel 2014 cura drammaturgia, regia e recita nello spettacolo “L’Europa a cent’anni dalla Grande Guerra – Musica, immagini e parole per una creazione in undici tempi” per il Salone Internazionale del Libro di Torino. Nel 2015, con Valentina Cabiale, avvia “Dal Monferrato al mondo passando per l’Etiopia”.
Del 2016 è la realizzazione dello spettacolo “CARLO, ETTORE, MARIA E LA REPUBBLICA
storia di Italia dal 1945 a oggi” e la partecipazione a “Come vi piace” di Shakespeare, una produzione del Teatro Stabile di Torino – Teatro Nazionale con la regia di Leo Muscato.

Oltre che in teatro con Leo Muscato (oltre a “Come vi piace”, in “Romeo & Giulietta – Nati sotto contraria stella”), ha lavorato, fra tutti, nel cinema con Giuliano Montaldo (I demoni di San Pietroburgo) e in radio con Sergio Ferrentino e Alberto Gozzi.

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